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Antico aglio dell’Ufita

Aglio antico dell’ufita dall’aroma e sapore intensi, come la piccantezza (contenuto elevato di allicina) che rimane inalterata e facilita la conservazione

Descrizione

Descrizione

Antico aglio dell’Ufita

La tecnica è rimasta invariata nel tempo: dalla selezione accurata dei bulbilli alla coltivazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente, alla raccolta manuale, fino alla fase di asciugatura e intrecciatura.

Si semina da fine dicembre a gennaio, talvolta anche più tardi (febbraio e marzo) e si raccoglie tra la terza settimana di maggio e la fine di giugno.

I bulbi possono essere raccolti quando le foglie sono ancora verdi (in questo caso si deve consumare rapidamente, come aglio fresco), oppure quando le foglie sono completamente secche (aglio da serbo).

Antico aglio dell’Ufita

L’aroma e il sapore sono intensi, così come la piccantezza (dovuta al contenuto elevato di allicina), che rimane inalterata e che facilita anche la conservazione dei bulbilli.
Nella cucina irpina l’aglio dell’Ufita è l’ingrediente principale di alcune preparazioni tipiche come la frittata di aglio fresco, la ciambuttella di Grottaminarda (una ratatouille di verdure della zona dell’avellinese), gli spaghetti alla chitarra aglio, olio e peperoncino e la ciambotta sturnese (piatto a base di peperoni, patate, pomodori).

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