Le cibarie, un progetto che nasce per riportare nell’animo delle persone l’amore per il cibo e per la cucina, per gestire la nutrizione e per evitare lo spreco alimentare

+39 338 4881174
info@lecibarie.it
Image thumbnail

Shop

HomeShopAgrigento, SiciliaCarciofo spinoso di Menfi 1Kg

Carciofo spinoso di Menfi 1Kg

Carciofo spinoso di Menfi 1Kg – presidio slowfood

Il carciofo spinoso di Menfi è un cocktail di vitamine, minerali, fibre, prezioso per la salute. In più, il carciofo siciliano vanta un alto contenuto di lignina, sostanza che lo rende molto resistente al forte calore. Dalla tabella nutrizionale messa a punto dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), si evince che il Cynara scolymus, nome scientifico del carciofo, è composto da proteine per il 49%, da lipidi per l’8% e da carboidrati per il 43%.

Descrizione

Descrizione

Carciofo spinoso di Menfi

la sua produzione che ricade nei Comuni di Menfi, Selinunte, Castelvetrano, Partanna, Montevago, Santa Margherita Belice, Sciacca e Sambuca di Sicilia (province di Trapani e Agrigento), è una varietà autunnale.

Carciofo spinoso di Menfi

Dalle dimensioni medie rispetto alle altre varietà autunnali, le parti edibili hanno una colorazione di base verde e un violetto, nella parte superiore sono presenti grandi spine dorate, per questa loro caratteristica conosciuto con il nome di “spinello”.

Le spine sono indubbiamente un ostacolo sul mercato e richiedono un poco di pazienza in cucina, ma lo spinoso ha molte altre ottime qualità: è aromatico, croccante, delicato, molto ricercato per cottura alla brace, e anche per la produzione di sottolio, caponate e paté.

Il suo alto contenuto di lignina lo rende infatti più resistente sia alla conservazione in olio (non si sfalda facilmente) e anche più resistente al calore intenso della brace.

Le carciofaie hanno bisogno di poca acqua e non avendo bisogno di molti elementi nutritivi raramente vengono concimati con il letame. Quando non si fanno carciofi si coltivano fave, che arricchiscono nuovamente la terra di azoto.

La raccolta avviene manualmente a partire dalla fine di novembre fino alla fine di aprile. Dopo si trincia tutto quanto è rimasto. Trinciando la parte secca della pianta si facilitano le operazioni di recuperi degli ovuli migliori, precedentemente segnati con la colorazione alla base dei ceppo. Tradizionalmente la fine della stagione produttiva è il primo maggio, quando i menfitani si ritrovano in campagna per arrostire gli ultimi carciofi rimasti cotti su braci di potature di olivo o olivo.
Il carciofo prima di essere messo sulla brace si batte con tutte le spine su una base di marmo per favorire l’apertura delle brattee si condisce così con olio extravergine di oliva, sale ed aglio.

Cibarie il presidio del buon mangiare

Bilogic agenzia di comunicazione integrata