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Fave larghe di Leonforte peso netto 500gr

4.50

Fave larghe di Leonforte peso netto 500gr – presidio slowfood

sono un legume antichissimo, in passato molto diffuso, che veniva coltivato a rotazione col frumento per arricchire il terreno di azoto.
Per il loro alto contenuto di proteine e nutrienti venivano chiamate “la carne dei poveri”. Oggi sappiamo che sono una preziosa fonte di sali minerali e proteine.

Esaurito

Descrizione

Descrizione

Fave larghe di Leonforte

Conosciute da sempre, un tempo le fave larghe di Leonforte erano molto diffuse: si coltivavano in rotazione con il frumento, servivano per arricchire il terreno di azoto e poi erano (e sono ancora) un ingrediente cardine della cucina leonfortese.

La coltivazione

è ancora oggi completamente manuale ed avviene tra novembre e dicembre quando si preparano i solchi, si depongono i semi a postarella (a gruppi) e si ricoprono di terra.
Poi si zappetta per togliere l’erba e si accuccia (si rincalza terreno attorno alle piantine). Quando le piante incominciano ad avvizzire si falciano, si fanno essiccare in piccoli covoni (manate di favi) e si battono nell’aia (una volta si calpestavano con gli animali).
Per separare la furba (i resti di fogli e fusti) dal seme si buttano in aria, con un tridente, nelle giornate di leggera brezza.

Le fave Larghe sono buone e cucivuli, dicono a Leonforte, ovvero cuociono facilmente vanno tenute poco a lungo in ammollo (come gli altri legumi). A fine marzo ci sono quelle verdi, appena raccolte: si bagnano nel sale con le cipollette e si mangiano con il formaggio pecorino (favaiana e cipuddetti) oppure si cucina la frittedda facendole soffriggere in olio extravergine con pancetta e cipolle e poi cuocere a fuoco lento. Le più piccole si davano agli animali; le più grandi si vendevano ai commercianti. Così ogni anno i campi di fave si riducevano e la fava larga rischiava di scomparire per sempre.
Le Fave larghe di Leonforte sono ottime gustate nei primi piatti, lessate con erbe, aromi e spezie oppure cotte in umido a lungo e profumate con erbe selvatiche.

Fave larghe di leonforte

sono un legume antichissimo, in passato molto diffuso, che veniva coltivato a rotazione col frumento per arricchire il terreno di azoto.
Per il loro alto contenuto di proteine e nutrienti venivano chiamate “la carne dei poveri”. Oggi sappiamo che sono una preziosa fonte di sali minerali e proteine.
La fava larga di Leonforte entra a pieno titolo nel paniere dei prodotti tipici della dieta mediterranea ed è uno dei presidi di Slowfood.
Essa viene coltivata nel territorio del comune di Leonforte e dei comuni limitrofi (Assoro, Nissoria, Enna). Gran parte delle operazioni inerenti alla sua coltivazione vengono ancora svolte manualmente e questo ne determina la lavorazione senza pesticidi chimici.

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